Fondo Diritto al Futuro. Radicata nel presente, con la chioma nel futuro.

Il Fondo Diritto al Futuro nasce da una convinzione semplice: il futuro non dovrebbe essere un privilegio.

Per questo destino una parte del mio lavoro a ore gratuite o a tariffa sociale per persone che hanno bisogno di orientamento, Life Design e accompagnamento nelle transizioni della vita e del lavoro.

Non considero questo gesto beneficenza.
Lo considero una forma minima di restituzione.
Perché nessun futuro dovrebbe essere accessibile soltanto a chi può pagarlo.

Perché nasce questo fondo

Negli anni ho incontrato persone straordinarie.
Persone che avevano talento, desiderio, intelligenza, capacità di cambiare e di contribuire al mondo.

Eppure spesso mancavano delle condizioni minime per ripartire: un licenziamento, una malattia, un incidente, una separazione, una migrazione, una fragilità economica, un periodo di smarrimento.

Ho imparato che il problema non è sempre la mancanza di volontà.
Molto più spesso è la mancanza di accesso ai diritti.

Per questo è nato il Fondo Diritto al Futuro.

Nella tradizione biblica, la decima era la parte del raccolto che non veniva trattenuta, ma restituita alla comunità. Era un modo per ricordare che nessun raccolto nasce mai da un merito individuale puro. Perché per produrre servono terra, acqua, stagioni, relazioni, comunità, sapere ricevuto, cura di altri. Beni essenziali e beni comuni.

La scelta del 5% nasce da una riflessione più ampia sulle disuguaglianze. Secondo un’analisi di Fight Inequality Alliance, Institute for Policy Studies, Oxfam e Patriotic Millionaires, una tassazione fino al 5% dei grandi patrimoni potrebbe raccogliere risorse sufficienti a ridurre drasticamente la povertà e rafforzare servizi essenziali in tutto il mondo.

Non sono una miliardaria. Ma credo che la coerenza inizi molto prima delle grandi ricchezze.
Se penso che chi riceve di più debba restituire di più, allora quella convinzione deve valere anche per me.

Nessuna persona fa mai tutto da sé. Nessuna vita si costruisce da sola.

Anche il mio lavoro nasce così: da ciò che ho studiato, dalle persone incontrate, dalle reti che mi hanno sostenuta, dalle parole ricevute, dai luoghi che mi hanno accolto, dalle fragilità che mi hanno attraversato.

Per questo ho scelto di destinare una parte del mio lavoro a chi, in questo momento, non potrebbe permetterselo.
Una parte del mio lavoro torna a creare accesso, orientamento e possibilità per chi rischia di restare fuori.

Manifesto del Fondo


Fondo

Diritto al Futuro

Radicata nel presente, con la chioma nel futuro.

Una parte del mio lavoro diventa accesso, orientamento e possibilità per chi attraversa momenti di fragilità economica, professionale o personale.

10% del mio lavoro
per il diritto
al futuro

La decima

Nella tradizione antica, la decima era la parte che non veniva trattenuta, ma restituita alla comunità.

Oggi scelgo di destinare il 10% del mio lavoro a chi, in questo momento, non potrebbe permetterselo.

La Tabebuia rosea è l’albero che ho piantato in Colombia: un gesto concreto per costruire futuro piantando alberi, oggi, per chi verrà.

Chioma

Il futuro: possibilità, desideri, scelte, impatto che si moltiplica.

Tronco

Il lavoro: trasformare esperienza e conoscenza in valore per persone e organizzazioni.

Radici

Il presente: ascolto, competenze, relazioni, cura.

Vent’anni di lavoro. Vent’anni di futuro.
Il Fondo Diritto al Futuro nasce nel ventennale della mia attività professionale: come scelta di restituzione, trasformando esperienza, studio e lavoro in possibilità per altri.

Cosa sostiene il fondo

Orientamento e Life Design

Percorsi per riprogettare lavoro e vita con strumenti pratici, visione e immaginazione.

Formazione per l’Intelligenza Artificiale

Competenze e consapevolezza per usare l’AI in modo etico, critico e creativo.

Percorsi individuali o di gruppo

Spazi di confronto e crescita per ricostruire fiducia, competenze e reti per chi ne ha desiderio.

Perché esiste

Perché il futuro non dovrebbe essere un privilegio. Perché nessuno dovrebbe smettere di desiderare solo per mancanza di risorse economiche.

Come funziona

Ogni richiesta viene valutata caso per caso, con rispetto, riservatezza e attenzione alla sostenibilità del percorso.

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Come viene finanziato

Il fondo è alimentato principalmente da una quota del mio lavoro professionale. Nel tempo potrà essere sostenuto anche da persone, colleghi o organizzazioni che condividono questa visione.

“Per una sera il mondo migliore non era un progetto da costruire, ma qualcosa che avevo già intravisto nei vostri occhi.”

Questa frase nasce dal lavoro con persone che attraversavano fragilità e che mi hanno restituito umanità, verità, coraggio e futuro. Il fondo è il mio modo di onorare quello scambio: restituire possibilità a chi ne ha più bisogno.

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Insieme nella Magnifica Humanitas

Il Fondo Diritto al Futuro è parte della visione della Magnifica Humanitas. Un ecosistema di progetti e pratiche che pongono al centro la dignità umana, la sostenibilità del pensiero, la libertà di scegliere e il diritto di costruire il proprio futuro.

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Versami la Vita

Nel podcast racconto pratiche, storie e approfondimenti sul futuro. Ascoltalo per iniziative, testimonianze e modi per contribuire.

Ascolta il podcast
Il modo migliore per predire il futuro è inventarlo.
Questo progetto nasce anche da una sera particolare. Il 28 maggio 2026.
Una sera in cui, guardando le persone che avevo accompagnato in un percorso formativo sull'IA, ho capito che il mondo migliore non era soltanto qualcosa da immaginare.
Era già lì.
Nei loro occhi.

Per una sera il mondo migliore non era un progetto da costruire.
Era una realtà che avevamo intravisto insieme.
E da quella sera è nato il desiderio di lasciare una porta aperta per chi verrà dopo.

Da quel luogo silenzioso —
dove il cambiamento comincia a dirsi da sé.